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Mappa interattiva dei viaggi di Mozart (PDF, 14.4MB)  
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Alla fine del 1769, Mozart era già conosciuto in tutta Europa, dall’Italia all’Inghilterra. Le sue esecuzioni e composizioni - ormai più di quaranta lavori effettivi - lo avevano spinto alla ribalta facendone forse il più grande bambino prodigio della musica. Anche in patria era ormai riconosciuto: la sua opera La finta semplice fu eseguita alla corte di Salisburgo il 1 maggio 1769, o intorno a quella data, e in ottobre dello stesso anno scrisse la Messa K66. Altri lavori importanti di quel periodo sono tre serenate per orchestra (K63, 99 e 100), alcuni brevi pezzi sacri (K117 e 141) e diverse serie di minuetti. Il 27 ottobre fu nominato terzo primo violino della corte.
Il 13 dicembre, Wolfgang e suo padre intrapresero il primo di tre viaggi in Italia. Leopold non intendeva solo mettere in mostra il figlio, ma anche dargli un’educazione, e l’Italia era ancora considerata come il miglior posto in cui un giovane musicista potesse affinare il suo talento fino a diventare un artista compiuto. Il loro primo viaggio seguì il modello sperimentato durante il Grand Tour, che prevedeva soprattutto concerti nelle città lungo il percorso o nelle case di autorevoli esponenti della nobiltà. A Verona Mozart diede un concerto all’Accademia Filarmonica e posò per un ritratto, probabilmente opera del pittore Saverio dalla Rosa. Il 16 gennaio 1770 diede quindi un concerto a Mantova: un resoconto della Gazzetta di Mantova lo descrive come 'ineguagliabile'. Da Mantova i Mozart si spostarono a Milano, dove Wolfgang si esibì diverse volte a casa del conte Karl Firmian, il ministro plenipotenziario austriaco, e dove, poco dopo, gli fu commissionata l’opera Mitridate, re di Ponto per il Carnevale che iniziava nel dicembre successivo. Lasciata Milano il 15 marzo, padre e figlio fecero sosta a Lodi (dove Mozart compose il suo primo quartetto per archi, K80), Bologna (dove incontrarono Padre Martini) e Firenze (dove Wolfgang fece amicizia con il giovane compositore inglese Thomas Linley). A Roma, dove arrivarono il 10 aprile, Mozart potrebbe aver composto due o tre sinfonie. Dopo aver visitato Napoli rientrarono a Roma dove, il 5 luglio, Papa Clemente XIV gli conferì il titolo di Cavaliere dello Speron d’Oro. Da Roma fecero quindi ritorno a Bologna, dove Mozart fu ammesso fra i membri dell’Accademia Filarmonica, e poi a Milano, dove si occupo’ dell’opera. Nonostante la composizione in sé procedesse speditamente, i cantanti crearono non pochi problemi chiedendo numerosi cambiamenti nelle arie. In un caso, 'Vado incontro al fato estremo', il primo uomo Guglielmo d’Ettore sostituì l’aria di Mozart con una di Gasparini. L’opera andò in scena al Teatro Regio Ducale il 26 dicembre. Leopold non aveva fiducia nel successo dell’opera, che invece ben ventidue repliche. Lasciata Milano il 14 gennaio 1771, i Mozart rientrarono a Salisburgo il 28 marzo dopo essersi fermati a Torino, Venezia, Padova e Verona. Quei quindici mesi di viaggio furono un successo straordinario, ampiamente riportato dalla stampa internazionale. Prima ancora di rientrare a casa, Leopold aveva già posto le basi per due altri viaggi in Italia. Mentre erano a Verona, era stata commissionata a Wolfgang la serenata Ascanio in Alba per il matrimonio - che doveva avere luogo a Milano nel mese di ottobre seguente - dell’Arciduca Ferdinando e della Principessa Maria Beatrice Ricciarda di Modena. Nello stesso mese, il Teatro Regio Ducale di Milano gli propose un contratto per la prima opera di carnevale del 1773, Lucio Silla. Il risultato fu che, nel 1771, Mozart trascorse a casa solo cinque mesi, durante i quali scrisse il Regina coeli K108, la litania K109 e la sinfonia K110. Padre e figlio si rimisero in strada il 13 agosto e arrivarono a Milano il 21. Il 29 ricevettero il libretto per Ascanio in Alba; le prove dell’opera iniziarono il 27 settembre e la prima ebbe luogo il 17 ottobre. L’opera Ruggiero di Hasse, su libretto di Metastasio, pure composta per le celebrazioni nuziali, ebbe la prima rappresentazione il giorno precedente: secondo Leopold, Ascanio ‘trionfò sull’opera di Hasse’ (lettera del 19 ottobre 1771), un giudizio confermato dai resoconti dei giornali locali. I Mozart restarono a Milano fino al 5 dicembre, e in quel periodo Wolfgang scrisse il divertimento K113 e la sinfonia K112. E’ possibile che abbia anche cercato di farsi assumere a corte, ma la sua domanda fu respinta per la ferma opposizione della madre di Ferdinando, Maria Teresa, che in una lettera del 12 dicembre consiglia all’arciduca di non prendere a proprio carico ‘persone inutili’ abituate a ‘girare il mondo come mendicanti’. Il terzo ed ultimo viaggio italiano iniziò il 24 ottobre 1772; probabilmente Mozart aveva ricevuto il libretto e la lista degli interpreti per Lucio Silla durante l’estate, quando iniziò a lavorare ai recitativi. Al suo arrivo a Milano scrisse i cori e compose le arie, non prima di aver ascoltato ciascuno dei cantanti in modo da adattare la musica alle loro voci. La prima, che ebbe luogo il 26 dicembre, fu un successo solo parziale, soprattutto per la qualità discontinua del cast. Ciononostante, l’opera ebbe 26 repliche. Prima di tornare a casa, Mozart scrisse il mottetto per voce sola Exsultate, jubilate K165 per il primo uomo dell’opera, Venanzio Rauzzini. Padre e figlio fecero infine di ritorno a Salisburgo il 13 marzo 1773.
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